Paolo Angeli & IOSONOUNCANE
Paolo Angeli chitarra sarda preparata, voce
IOSONOUNCANE chitarra acustica ed elettrica, voce, elettronica, synth
Iosonouncane e Paolo Angeli sono due voci autorevoli della Sardegna contemporanea.
Il chitarrista di Palau e il cantautore di Buggerru si sono conosciuti quattro anni fa ed hanno collaborato in un brano di DIE, capolavoro accolto dalla critica come uno dei dischi italiani più importanti degli ultimi anni. Nella loro musica, carica di elementi ancestrali e di evocazioni difficilmente catalogabili in un genere musicale, si respira l’isola con tutte le sue sfaccettature stilistiche. È un’espressione creativa che dipinge paesaggi sonori d’avanguardia e, allo stesso tempo, riporta al solco dell’aratro e alle variazioni minimali riportate in un arazzo realizzato al telaio. Innovatori con radici, Angeli e Iosonouncane costituiscono un esempio importante del come la tradizione debba trovare, nella società attuale, un’evoluzione dei suoi linguaggi arcaici, collocandosi nel difficile confronto con il presente, senza cadere nella tentazione dell’oleografia. La loro è una musica viva dove rumore e silenzio vanno a braccetto, dove la forza di una mareggiata di maestrale porta con sé una risacca in grado di insabbiare i porti. Una voce consumata dal vento ci dice che i mari non sono tutti uguali. L’ultima volta che si sono incontrati questa distesa azzurra era avvolta dalla quiete della bonaccia, da quella sensazione struggente che ti ricorda che devi partire dalla tua terra per il gusto dell’avventura.
Il 9 giugno 2023 esce JALITAH, disco live (registrato nel 2018 – Tanca Records / AnMa Productions) che racconta lo straordinario l’incontro tra Iosonouncane e Paolo Angeli. JALITAH è il nome di un arcipelago situato nel canale sardo-tusino e rappresenta pienamente la forma dell’album, nel quale le canzoni riemergono dal flusso di improvvisazioni libere, risalendo profondità spesso abissali. Il duo ridisegna le mappe della musica italiana, annullando i confini tra avanguardia e forma canzone, realizzando un disco in cui la sperimentazione dialoga ‘vis a vis’ con la solennità lirica di alcune delle composizioni più conosciute di Incani.
